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Il Sentiero dei Passi Pericolosi

 

di Michel Marc Bouchard

Progetto Regia e Luci di Claudio Autelli
Con Michele Di Giacomo, Matteo Lanfranchi, Marco Taddei

In collaborazione con Scuola d'Arte Drammatica "Paolo Grassi" di Milano

 

"I veri fratelli non si parlano come stiamo facendo.
E cosa si dicono i veri fratelli?
Si accontentano di dire che va tutto bene.
E quando va tutto male?
Si dicono che va tutto bene."

 

Spesso è faticoso cercare le parole per intendersi, far funzionare la testa e dispiegare le ragioni delle proprie azioni.
Come dice Pirandello “…Abbiamo tutti dentro un mondo di cose, ciascuno un mondo di cose! Crediamo d’intenderci, non c’intendiamo mai!”. 

Quando si ha qualcosa in sospeso, quando non si vuol incontrare “il mondo” di qualcuno, la soluzione più semplice è cambiare strada, evitare spiacevoli sorprese e faticose interpretazioni. 
Victor, Ambroise e Carl sono fratelli, e hanno sempre vissuto così.Quando un giorno, a causa di una pernice che ha fatto sbandare il loro camion, si ritrovano bloccati nella stessa foresta dove quindici anni prima le loro vite sono cambiate per sempre… allora “cambiare strada” diventa più difficile. 
Victor, Ambroise e Carl aspettano l’arrivo dei soccorsi, ma senza accorgersene si trovano catapultati nell’inferno dei loro ricordi. Il silenzio di quel posto, la luce, ogni singolo albero, o anche soltanto una bottiglia vuota diventano elementi di un puzzle che i fratelli si trovano a ricomporre, in un cammino a ritroso verso il loro passato.
Un cammino verso le proprie responsabilità, ma anche un cammino verso l’estrema riconquista di una franchezza che quindici anni passati a dimenticare, avevano ormai seppellito insieme al ricordo ingombrante del padre. 
Persone unite dal più forte legame sociale, quello di sangue, si dimostrano in realtà tre estranei. Tre fratelli, una famiglia, ma soprattutto una lente d’ingrandimento per analizzare un modo di essere che appartiene a tutta la nostra società.

Non esporsi, fuggire lontano dalle proprie responsabilità o evitare di ascoltare una voce discordante dal coro, sono strategie che permettono di tenere una certa distanza gli uni dagli altri. Questa distanza ci fa sentire al sicuro. Ci vuole uno shock come un fantasma da dimenticare, perché questo sistema mostri le sue crepe. Allora queste “impressioni di fratelli” si troveranno ad affrontare un duello nel quale non è chiaro se il nemico è davanti o dentro di loro.

 

Noi ci proteggiamo.
Facciamo tutto in modo tale da proteggerci dagli altri e da noi stessi, dalla parola e dal silenzio, dalla vita e dalla morte.
Siamo in guerra col pensiero. Ci sbarazziamo dei ragionamenti, ci armiamo di emozioni. La parola è rischiosa.
Allora?
Tacere! Non dire niente.
Fare della nostra esistenza un talk show di sorrisi rassicuranti e di seggiolini a espulsione.

 M. M. Bouchard

 

 

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